Chiara Frontini, la “movimentista partita dal basso” ha fatto centro: il ruolo importante della giovane “capo-lista” in vista delle prossime comunali

E’ certamente la giovane di punta della politica viterbese e non si può negare che in questi anni i suoi risultati li abbia conseguiti: tanto lavoro, contatto quotidiano con la cittadinanza e una lista civica, nata per i giovani e diventata del tutto inter-generazionale, si può dire che Chiara Frontini rappresenti l’unico caso di movimentismo partito dal basso che è riuscito a lasciare un segno in città. Ottimo il “presidio” del territorio, singolare l’annuale iniziativa “Aperti per ferie”, costante la presenza della Frontini nel dibattito cittadino, una presenza che, anche per demerito degli stessi, ha del tutto oscurato quella dei 5stelle sul territorio e di certo messo nell’angolo le altre liste/associazioni radicatesi in città negli ultimi anni. Certo la Frontini di errori ne ha anche commessi finora in più di un caso, a partire dalla poco riuscita campagna di comunicazione “prima i viterbesi” che parve inefficace e di dubbio gusto specie a quella fascia di suo “elettorato possibile” che non ama certe uscite populistiche ad effetto e continua a vedere in lei una possibilità post-ideologica di rinnovo della classe politica viterbese. Trattasi, però, di errori di gioventù tutto sommato perdonabili, visto il diffuso attivismo e il frenetico, ma mirato darsi da fare della consigliera capo-lista; è piaciuto sinora il suo sapersi tenere a debita distanza da un certo centro-destra eternamente uguale a se stesso e non privo di pesanti conflitti d’interesse, e da un centro-sinistra lobbistico e oligarchico: il suo campo d’azione sembra essere del tutto trasversale e molto più vicino alle esigenze provenienti dalla società civile e dal mondo delle associazioni e dei comitati cittadini che alla politica politicante. Le premesse ci sono tutte affinchè la Frontini divenga una dei cavalli vincenti su cui i viterbesi punteranno alle prossime comunali, cui ci si aspetta almeno al primo turno si presenterà in assoluta solitudine: con concrete possibilità di avere una voce non secondaria nella sempre più indispensabile costruzione di una più equa e “felice” Viterbo del futuro.

(P.b.)

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