Home Cronaca Chi ce l’ha con Ubertini? Incendiata la macchina anche del figlio del consigliere comunale: sembrano “avvertimenti mafiosi”, che succede in città?
Chi ce l’ha con Ubertini? Incendiata la macchina anche del figlio del consigliere comunale: sembrano “avvertimenti mafiosi”, che succede in città?

Chi ce l’ha con Ubertini? Incendiata la macchina anche del figlio del consigliere comunale: sembrano “avvertimenti mafiosi”, che succede in città?

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Lo scorso gennaio fu completamente incendiata la sua macchina, nei giorni scorsi è toccata a quella del figlio:  nell’interregno la scorsa primavera una lettera minatoria ricevuta con proiettile annesso: sono giorni difficili per il consigliere  comunale Ubertini (Fratelli d’Italia) vittima ripetuta di quelli che appaiono almeno formalmente dei veri e propri avvertimenti mafiosi. “Io e la mia famiglia- confessa Ubertini- siamo sconvolti, non riusciamo a farcene una ragione: conduciamo una vita tranquilla, che noi sappiamo non abbiamo nemici”.

  • Come si spiega le minacce neanche tanto velate ricevute allora ? 

“Non me le spiego, mi inquieto: anche nella mia attività lavorativa ( fiscalista ndr) non mi sono mai occupato di fallimenti appunto per non avere a che fare con casi scottanti, non so davvero cosa pensare. Ripeto siamo una famiglia tranquilla, anche piuttosto riservata”.

Anni fa lei fu assessore all’urbanistica, che lei ricordi qualcuno la contestò per una licenza non concessa? 

“No, per niente, e ormai gli assessori hanno ben poco potere in tal senso, tutto è affidato alle decisioni collegiali della giunta; non ricordo di aver suscitato le ire di qualche personaggio in particolare che possa poi averla considerata come un’offesa da farmi pagare”

Neanche come consigliere comunale di recente, si è occupato di questioni delicate? 

“No, non mi risulta, per niente”.

Eppure lei ha ricevuto tre avvertimenti che sembrano di chiara matrice “mafiosa”…

“Infatti sono molto angosciato da tutto ciò, non riesco a capire: abbiamo pensato anche ad un pazzo, ad uno stalker, a qualcuno che ci odia per motivi che non conosciamo: confido nelle indagini della Procura, spero facciano luce sull’accaduto. Mi rendo conto anche che quello che è successo a me non succede di frequente a Viterbo, ma solo in rari casi: e quando più penso a ciò, più resto interdetto, ora cominciamo sinceramente ad avere paura, anche perchè ci hanno colpito come e dove volevano”.

Avrà bisogno di una scorta ora ? 

“Certo non siamo tranquilli, so che la polizia già da tempo vigilava più volte al giorno la nostra abitazione, ora non so se saranno prese misure più stringenti per me e per i miei familiari”.

Affinchè questo brutto incubo passi presto…

“Sì, perchè in primis non crediamo di meritarlo, di esserci attirati le antipatie di chicchessìa,  un livore così acceso da parte di qualcuno: l’augurio è che si possa far luce al più presto su questa terribile vicenda e noi tutti si possa ritrovare l’agognata normalità”.

(pasquale bottone)

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