Caro Fioroni, nessuno più crede che i partiti perseguono il bene pubblico, sa? La mancata benedizione della sede Pd e la reazione furente di un “politico cattolico”

Capiamo il povero Peppe da Pianoscarano, cattolico fervente fin da quando era coi pantaloncini corti, come sia rimasto particolarmente male per la mancata benedizione della sede del Pd da parte del Vescovo Fumagalli che si è rifiutato di farla pubblicamente riportandola alla  discrezione dell’evento privato. Deve essersi sentito particolarmente offeso, proprio lui che tanto crede che il potere temporale e quello politico siano la stessa cosa: ma avrebbe però potuto evitare la successiva vibrante polemica che lo ha visto protagonista, il minaccioso “non finirà qui”, la stigmatizzazione della sede di partito come “luogo dove si persegue il bene pubblico”. Eh sì, caro onorevole, se lei è ancora convinto che la percezione generale sia ancora quella che all’interno dei  partiti politici si persegua il bene pubblico,  glielo diciamo affinchè eviti di  incorrere in future ulteriori  delusioni,  è completamente sulla strada sbagliata, non si rende conto dei tempi in cui viviamo: perchè il cittadino, sa, ha sempre più la sensazione contraria, che la polis ormai riguardi  solo piccoli giri di amici e di amici degli amici che si spartiscono la cosa pubblica senza alcun riguardo per la stessa. E a Viterbo di ciò si ha precisa contezza ad ogni giorno che passa, in una città avvelenata dalle diseguaglianze sociali, sempre divisa tra comitati d’affari in lotta, dominata dai soliti notabili e dalle solite famiglie che ne soffocano ogni romantico ardore, ogni voglia di cambiamento, ogni anelito di libertà. Rispetti con la flemma che si deve ad un cattolico democratico la decisione del vescovo, onorevole Fioroni,  e faccia tesoro dell’insegnamento cristiano di umiltà,  e cominci ad inseguirlo per davvero  il bene pubblico instancabilmente,  nell’interesse specie  di tutti i cittadini in difficoltà che mal sopportano l’arrogante feudalesimo cittadino:  non sprechi tempo a lasciarsi ingannare dalla pletora di comodi (e inaffidabili) laudatores di cui ama circondarsi. Amen ( per il bene di Viterbo).

(pasquale bottone)

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