Home Cronaca Bimba contesa tra Oristano e Viterbo: i servizi sociali dicono No alla mamma al contatto con la figlia
Bimba contesa tra Oristano e Viterbo: i servizi sociali dicono No alla mamma al contatto con la figlia

Bimba contesa tra Oristano e Viterbo: i servizi sociali dicono No alla mamma al contatto con la figlia

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Oggi inizia la terza settimana e l’esordio è di quelli che hanno il sapore della beffa. La mamma di 38 anni, che dal 3 luglio non ha più contatti con la figlia di tre anni, ha ottenuto dai servizi sociali di Viterbo la risposta tanto sollecitata. C’è però un problema: il tono della risposta è contrario alle speranze della mamma che dal giorno della separazione non ha più notizie di alcun tipo sulle condizioni della figlioletta. Dall’ex marito non è arrivato un solo cenno sullo stato di salute, soprattutto psicologica, della piccola che nel frattempo ha festeggiato il compleanno lontano dalla mamma che vive in un paese della Marmilla.

Dopo il prelievo della bimba a opera dei carabinieri che hanno dato seguito al provvedimento del giudice del tribunale di Viterbo, una cortina di silenzio è calata sulla vicenda. Per venti giorni, gli avvocati Paolo Mauri e Rosella Lucente avevano sollecitato i servizi sociali. Nella tanto contestata ordinanza, il giudice li aveva incaricati di predisporre gli incontri protetti tra la madre e la bambina a Viterbo, indicando anche che i giorni per gli incontri dovessero andare dal lunedì al giovedì per due ore la mattina e due ore la sera. In questi giorni, gli avvocati hanno ripetutamente sollecitato che i servizi sociali stabilissero un calendario per gli incontri, invece del calendario non v’è traccia. Anzi, nei giorni scorsi i servizi sociali hanno preso una decisione che i legali e la stessa madre ritengano vada ben al di là del compito loro affidato e della stessa ordinanza del giudice per quanto questa fosse stata già stata considerata come alquanto restrittiva.

«Il servizio sociale, che disattende ormai da più di quindici giorni l’ordinanza del giudice che lo obbliga a calendarizzare gli incontri protetti tra me e mia figlia, non ha ancora provveduto a indicare una data. Non solo, l’assistente sociale viterbese che ha in carico la pratica oppone all’ordinanza sue proprie e ulteriori condizioni ai già restrittivi incontri protetti disposti dal giudice. La funzionaria, seppur consapevole della mia condizione economica e della distanza anche fisica tra me e la bambina, impone che preliminarmente agli incontri protetti mi debba sottoporre ad almeno tre colloqui conoscitivi escludendo qualsiasi contatto con la bimba». Azione che il giudice non aveva chiesto. ( la nuova sardegna)

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