Home Cronaca Bimba contesa tra madre sarda e padre professionista viterbese riportata a Viterbo: Baressa (Oristano) in rivolta
Bimba contesa tra madre sarda e padre professionista viterbese riportata a Viterbo: Baressa (Oristano) in rivolta

Bimba contesa tra madre sarda e padre professionista viterbese riportata a Viterbo: Baressa (Oristano) in rivolta

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“I carabinieri sono entrati poco fa nell”abitazione della mamma di Baressa per portare via la bambina”. Esplode, con questa frase, la protesta degli abitanti di Baressa, paesino di 644 anime in Provincia di Oristano, al centro di una vicenda giudiziaria per una separazione non consensuale tra una donna sarda M.S. 38enne e il marito, un noto professionista 45enne di Viterbo, al quale il giudice ha assegnato la custodia della bimba di due anni e mezzo.

Stamani intorno alle 10 infatti i carabinieri della Compagnia di Mogoro si sono presentato per l”esecuzione forzata del provvedimento del giudice, attività molto delicata – apprende l”Adnkronos – che in tarda mattinata non si è ancora conclusa. I militari infatti sono in costante contatto con i magistrati di competenza. Sul fatto intervieneanche la Commissione Regionale per le Pari Opportunità che esprime la propria vicinanza alla donna. “Senza entrare nel merito di una sentenza che auspichiamo avrà modo di essere ridiscussa in maniera soddisfacente per tutte le parti in causa – scrivono le consigliere -,riteniamo sia altamente lesivo per l”equilibrio psicofisico della bambina essere allontanata dalla propria madre, la cui salubrità mentale peraltro è stata ampiamente documentata e certificata. Ci auguriamo che tutte le autorità di concerto optino per una soluzione prima di tutto umana, nel primario interesse della bambina e anche della donna”.

La vicenda parte appunto dalla separazione. La madre, secondo la sentenza,  può vedere la bimba, ma a Viterbo. “Tutto questo – spiega Mauro Pili, leader di Unidos che sta seguendo la vicenda e l”ha denunciata anche in parlamento – nonostante il responso dei medici psichiatrici infantili che hanno messo nero su bianco il danno irreversibile che avrebbe subito la bambina dal distacco dalla madre”.

Una vicenda che va avanti da mesi dopo il pronunciamentodel tribunale perché la donna, senza lavoro, e con un sostentamento di appena 150 euro al mese, non potendo mantenersi ha deciso di tornare in Sardegna e di vivere con i genitori, violando l”ordinanza del giudice. Se vuole vedere la figlia deve trasferirsi a “Viterbo o al massimo nel raggio di 30 km. Lo scrive – dice Pili – espressamente il giudice nel provvedimento”.   E cita testualmente: “La residenza della piccola in Sardegna ostacola significativamente il suo accesso al padre ledendo in maniera irrimediabile il suo diritto alla figura paterna. E per ricollocarsi a Viterbo – prosegue il leader di Unidos – disporrebbe di 2.000 euro una tantum, ridicola elargizione del padre della bambina! Siamo dinanzi aduna storia paradossale dove si sta consumando una discriminazione verso una giovane donna, una madre, una sarda”.”La decisione della madre di ritornare dai suoi genitori a Baressa – prosegue Pili – non è stata accettata e viene vista come un tentativo di allontanare la figlia dal padre. Nei provvedimenti si legge: ”la madre è giovane, è laureata e può trovare facilmente lavoro”. Tutto questo è assurdo”.  Pili ha rivolto anche un appello al Tribunale dei Minori di Cagliari perché blocchi questa decisione che lede gravemente  la vita della bambina. Nei giorni scorsi il paese si era stretto attorno alla famiglia impedendo di fatto che la piccola venisse portata via con la forza.

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