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Al cinema con cittapaese.it: “Tutto il mio folle amore”, il nuovo film di Gabriele Salvatores

Al cinema con cittapaese.it: “Tutto il mio folle amore”, il nuovo film di Gabriele Salvatores

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nsieme a Maurizio Totti e a Diego Abatantuono, Gabriele Salvatores ha fondato la casa di produzione cinematografica “Colorado Film”, che si fa promotrice di molti altri progetti cinematografici associata alla ” Colorado Noir, una diramazione di società”fondata nel 2004. ” Tutto il mio folle amore”, è il film ultimo nato, frutto però di una nuova casa di produzione, la “Indiana Production, EDI, Rai Cinema,” che ha decretato l’indiscusso successo di Gabriele Salvatores, rispetto al suo ultimo lavoro ora in tutte le sale. E’ l’autismo il focus, la traccia seguita in questa storia amara e complicata.

Sempre di più è il cinema a prendersi in carico e a denunciare tematiche importanti e scomode, perchè i Governi e la società cosi detta civile, le evitano accuratamente. Non vedere e non sentire, spesso fa molto comodo, come lo fa il silenzio del pesce rosso, per chi lo guarda da fuori, nella sua bolla d’acqua. Come insegnante ho conosciuto a fondo l’argomento, e sono al corrente della sofferenza che gravita su questo disagio infantile. ” Paolo” nome di comodo, correva incessantemente attorno alla corteccia del suo albero preferito, d’estate e d’inverno, incurante delle sollecitazioni a fermarsi per farsi abbracciare, o per cercare insieme, un filo di comunicazione tra me e lui, e tra lui e il mondo. L’autismo è un disturbo della personalità, un disordine neuropsichico infantile, che comporta gravi problemi nella capacità di comunicare con l’esterno, e di entrare in relazione con le persone per gli individui portatori di questa grave patologia. Il ragazzo autistico è reso incapace dalla malattia, il più delle volte ad adattarsi all’ambiente, ignorando chi si occupa di lui. Si prova nell’accudimento una profonda frustrazione, seguita da un senso di inutilità sorda, nel non riuscire a penetrare nella mente ermetica e difficilmente accessibile di molti di questi ragazzi.”Tutto il mio folle amore” si ispira a una storia vera e ad un verso di una canzone di Domenico Modugno “Cosa sono le nuvole,”stesso argomento usato da Pierpaolo Pasolini in ” Capriccio All’Italiana”, dove i protagonisti ruotano con i loro sentimenti invitati ad un balletto, dove però i piedi inciampano, pur continuando a seguire il ritmo sorretti da una musicalità di fondo. Ognuno dei personaggi esercita il suo fascino emotivo singolarmente, ma con la propria personalità e la individuale disperazione.

Willi, Elena e Mario sono totalmente alla mercè di Vincent, il figlio affetto da autismo. I genitori biologici sono Willi ed Elena, ma essendo lei, stata abbandonata durante la gravidanza, la donna diventa la moglie di Mario, un editore facoltoso, che a sua volta ama profondamente il ragazzo e il loro nucleo familiare, tanto da considerare Vincent suo figlio a tutti gli effetti. Willi, il vero padre, irrompe nella vita già movimentata di questa famiglia allo stremo delle forze per l’accudimento al ragazzo. Il rimorso di coscienza lo porta a voler conoscere suo figlio, abbandonato prima della nascita, e dopo averlo rinnegato. Ed è qui che il film catapulta lo spettatore nel rapporto di conoscenza tra i due. L’attenzione del pubblico viene catturata dalla scoperta di un sentimento genitoriale agli albori, ma che si rivela profondo, consapevole e coinvolgente. La vita sempre in fuga di Willi, giustificata come filosofia di vita e portata all’esasperazione, indica in modo magistrale che quando un amore è autentico, diventa anche audace terapia.

Willi, canta le canzoni di Modugno ai matrimoni, in balere ai confini del mondo civilizzato, percorre chilometri in maniera estenuante, attraversando a piedi deserti di sassi, che gli valgono la fama di ” Modugno della Dalmazia”. Salvatores con questo film, torna alle origini del “Road Movie”, tra le strade “mulattiere” della Slovenia e della Croazia, dove l’interprete di “Cosa sono le nuvole” dell’Est, non può perdere l’unica occasione che ha, per conoscere suo figlio, capirlo, amarlo, e per collocarsi nel ruolo di padre. L’affetto di un rapporto più che autentico prende forma, tra momenti altalenanti di poesia, incredulità, follia, depressione, e imprevedibilità. Magnifico l’esordiente Giulio Pranno, nel ruolo del protagonista ( Vincent), dà prova di grandi capacità interpretative. Ottimo Claudio Santamaria nei panni di Willi , bravi nei loro ruoli drammatici Diego Abatantuono e Valeria Golino. Guardando questo film si prova la sensazione potente di intuire che a volte ” Il miracolo…” sia a portata di mano.

Maria Grazia Vannini

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