Home Spettacoli Al cinema con cittapaese.it: Lou von Salomé …” La narcisista e manipolatrice”, icona della emancipazione femminile
Al cinema con cittapaese.it: Lou von Salomé …” La narcisista e manipolatrice”, icona della emancipazione femminile

Al cinema con cittapaese.it: Lou von Salomé …” La narcisista e manipolatrice”, icona della emancipazione femminile

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Nata nel 1861 il 12 febbraio, Lou von Salomé segnò una svolta epocale per l’emancipazione di milioni di donne, ripercuotendosi con effetti deflagranti e dirompenti in tutto il nord europa. La sua vita fu coincidente con il periodo in cui le riforme dello zar Alessandro II Romanov, determinano un periodo storico importante per i contadini russi ridotti in schiavitù da secoli. Nacque nella San Pietroburgo agiata a metà dell’Ottocento, per stravolgere con il suo impeto dirompente le vite degli intellettuali tra i più grandi e pensatori del secolo passato. Femmina, femmina, immensamente femmina, unica di sei figli, tutti maschi. Nel 2019 la sua vita è apparsa al cinema diventando un film, forse meglio chiamarlo “lungometraggio”e forse è meglio specificare anche il suo nome vero, o i suoi molti appellativi “Louise Wilm o Andreas Salomè,”che la documentarista tedesca Cordula Kabilz Post, ha voluto dedicarle, perchè la sua, è una vita da non dimenticare.

Liliana Cavani precedentemente scrisse “Al di là del bene e del male,”un tratteggio biografico assolutamente aderente e coinvolgente. Leggendolo, ogni donna vorrebbe essere “Salomè”. Lou nacque con una spiccata intelligenza e si formò con una personalità sensibile ed estremamente indipendente, ma soprattutto fu una ribelle, contraria al matrimonio, alle gravidanze e ai legami vincolanti. Era figlia di un generale dell’esercito russo che a 19 anni aveva già acquisito la più vasta cultura umanistica che si potesse immaginare, con i presupposti per una carriera sfolgorante sia a livello di scrittrice e filosofa, che come psicoanalista. Una donna certa dei suoi valori, bellissima, raffinata fascinosa e sensuale, che sfuggì alla tisi riparandosi al clima romano nella soleggiata Italia, in fuga da Zurigo, ma considerata una mente eccellente tedesca. Uno dei suoi maggiori attributi? la sicurezza di sè, nonostante le numerose sfaccettature del suo carattere che la videro, di volta in volta, valente scrittrice; psicoanalista e acuta conoscitrice soprattutto della psicologia maschile. Si, si! lei fu una acuta conoscitrice dell’animo maschile, erotica , fredda, determinata, donna fatale e spregiudicata, casta e pura fino all’età di 36 anni, poi con un repentino recupero delle sue pulsioni sessuali sfoderate all’improvviso cercò l’appagamento sessuale in ogni forma, e fece innamorare perdutamente tutti gli uomini con cui venne in contatto. Lo scrittore e filosofo tedesco Paul Rée, Friedrich Nietzsche, il sociologo tedesco Ferdinand Tönnies, fondatore e presidente della Società Tedesca di Sociologia. Friedrich Carl Andreas, l’uomo che dopo un tentato suicidio per amore di lei, la piegò al matrimonio, senza ottenere mai nè il suo amore, tanto meno la sua fedeltà. Lei amò solo Il giovanissimo Rainer Maria Rilke, 20 anni lui, 36 lei, con il quale tramite il sesso, esplorò il mondo delle emozioni e del talento intellettivo, fino ad essere convertita alla psicoanalisi e a divenire allieva di Sigmund Freud. Mille ed altri mille uomini si piegarono di lei, la amarono, la vollero in moglie, mentre lei si negava ripetutamente.

La strategia per tenerli stretti? Respingerli, usarli e allontanarli, o trattenerli tramite rapporti di amicizia oppure tramite la comunione di intelletti. ” Lulù,” per tanti il nome perfetto fu quello, un sodalizio, una tragedia, un suicidio, era questo lei, per “Le vite degli altri”.. Di “Lou”, Freud scrisse “Chi le è stato maggiormente vicino traeva la più forte impressione dalla purezza e dall’armonia del suo essere, e rimaneva stupito di come ogni debolezza femminile, e fors’ anche la maggior parte delle debolezze umane, le rimanesse estranea, o fosse stata da lei superata nel corso della vita”. In un fraseggio evoluto, la sostanza di una donna. Sembra che dopo averla conosciuta a fondo, anche il padre della psicoanalisi ne rimanesse alquanto coinvolto. Affidò le sue memorie a Ernst Pfeiffer, un giovane scrittore comparso a casa sua per chiederle un consulto psichiatrico, e rimasto a lungo per celebrarne in seguito la grandezza tramite i suoi scritti. Superò frequentandola il blocco dello scrittore, e dopo che il regime nazista tentò di oscurarla, perchè era anche ebrea, lui la rese grande. Lou von Salomé ” La narcisista e manipolatrice” così definita a suo tempo da Dominique Sanda, nacque e morì in inverno, all’età di 76 anni. Una vita illuminata, una ” Femminista ante litteram” suscettibile solo al fascino dell’intelligenza e alle più alte espressioni intellettuali di un’epoca ricca di menti pensanti, le più spiccate della fine di un secolo. Una vera esperta di materia erotica. 103 minuti di profonda intensità, belli i dialoghi, la fotografia e il sofismo di introdurre in scena la classica cartolina d’epoca, uno scatto dentro al quale la figura delle attrici che interpretano Salomè nel corso degli anni, si muove viva,vera e padrona della scena.

La sua frase celebre..” Non so vivere secondo un modello e non potrò mai servire da modello ad alcuno; invece, quel che farò sarà vivere la mia vita come mi piace, qualunque cosa accada. Non ho principi da sbandierare, ma qualcosa di assai più prezioso, qualcosa che sta dentro di noi, che brama solo a vivere e sa gioire, e preme per uscire alla luce del sole.” Cast di tutto rispetto, e Khatarina Lorenz principale interprete. A Cordula Kabilz Post, è toccato l’ammirevole e l’arduo compito di far ricordare ” Lulù,” non per la sua vita relegata al ruolo di musa, un ruolo che le donne non vollero più accettare. non per l’oltraggio ai canoni di comportamento convenzionali dell’epoca, in aggiunta a uomini famosi, ma piuttosto per la potenza del suo intelletto. Una storia da non disperdere, una vita da raccontare, “Lei”.. pecora nera tra le bianche, mosca bianca tra le nere…

Maria Grazia Vannini

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