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Al cinema con cittapaese.it: “Grandi bugie tra amici ” di Guillaume Canet

Al cinema con cittapaese.it: “Grandi bugie tra amici ” di Guillaume Canet

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Quante volte nella nostra mente, si fa spazio una domanda da un capo all’altro dell’emisfero cerebrale, proprio mentre il quesito emerge limpido.. ” Che cos’è l’amicizia?” Ci siamo certamente chiesti milioni di volte, cosa sia, e da dove derivi questo sentimento che appartiene all’emotività di tutti, e che molto frequentemente supera distanza geografiche, anagrafiche o improvvise barriere psicologiche. L’amicizia è in grado di unire persino i popoli, quando è basata, su sentimenti di cemento, ma che ha posto in essere grossi interrogativi di natura relazionale, a filosofi, letterati, umanisti, antropologi o gente comune. Esiste una vasta gamma di parole per definire questo sentimento che ci rende partecipi delle emozioni altrui?. Si! e qui ne troviamo alcuni esempi.. “L’amicizia è un sentimento di affetto principalmente, ma anche di simpatia, di stima, o di solidarietà che si insinua tra due o più persone. Dura nel tempo e si consolida in buoni rapporti. Contare su buoni amici fidati, rimane sempre e comunque una grande risorsa, e offre ottimi margini di sicurezza, in caso di dubbi da risolvere, o conflitti derivanti da terze persone. Soprattutto si basa sull’appoggio di elementi ai quali rivolgersi in casi di bisogno, in qualunque momento e per situazioni drammatiche, che purtroppo nella vita di tutti accadono. Sommando quesiti e risposte si ottiene che …gli amici, quelli veri , sono gioia pura. Il termine amicizia deriva dal greco “φιλία” e lo si incontra in ambito filosofico, ma forse è in pratica la forza cosmica che tiene legate e in armonia le persone. Nel Rinascimento “Montaigne” ne trattò il tema sotto l’aspetto psicologico, e lo definì come una “servitù volontaria”, un legame profondo e disinteressato tra due o più esseri umani. L’argomento ha ispirato anche letterati e poeti, come Kahlil Gibran, che ha speso molte belle parole per dedicare a questo sentimento una poesia.

Ma L’amicizia, può essere vera o anche fasulla, e tante volte è proprio li che casca l’asino, e molti di noi sono vittime di tanti”asini”. Tant’è che anche il cinema ha preso in seria considerazione l’argomento, con un numero impressionante di pellicole. Una di queste si intitola ” Piccole bugie tra amici,” che registrò in Francia una decina d’anni fa, un successo di consensi, senza precedenti, senza trascurare quello commerciale, definito da record. Oggi lo stesso regista Guillaume Canet , ha deciso di riprovarci riportando sullo schermo lo stesso gruppo di amici, tutti con dieci anni di età in più, tutti con gli stessi tormenti un pò ingigantiti, e con i personalissimi errori caratteriali, che diventano spesso, nella storia, la miccia di accensione per violente litigate con relative incomprensioni, ma che sollecitano anche dinamiche di aggiustamento, o anche violazioni di percorsi individuali non condivisi da tutti. Il protagonista Max, alla vigilia del suo sessantesimo compleanno, riceve la visita a sorpresa dei suoi migliori amici, dopo diversi anni di separazione da loro, dai quali si è sentito abbandonato e sfruttato. Sempre Max ha vissuto male la separazione da loro e dalla ex moglie “Verò”, (nonostante una nuova relazione) che nella stessa località marittima, insieme a nuove persone non spreca tempo in ripensamenti fallimentari. Max non ha dimenticato i litigi degli ultimi incontri con il suo gruppo, vive con sè stesso l’angoscia di molte perdite, la salute mentale è messa a dura prova anche a causa di un grosso crollo finanziario di cui è vittima, per cui si vede costretto a vendere la casa dei suoi sogni, quella delle vacanze, per poter tamponare almeno in parte i debiti contratti con le banche. Quest’ultima e scioccante situazione è decisa a togliergli il sonno ,la pace e la serenità, fino a pensare al suicidio. Il titolo del nuovo film, per opera dello stesso regista Guillaume Canet ” Grosse bugie tra amici”, assume la gravità di nuovi eventi, che emergono e vengono trattati in questo racconto.

Chi conosceva la pellicola precedente si trova nuovamente introiettato nella solita atmosfera vacanziera e burlona, ma anche nel sarcasmo amaro, di chi prova una sconfitta, sebbene la casa estiva di Max a Cap Ferret, esprima compostezza ed eleganza, il clima è da perdita. In quella magnifica maison ,si percepisce virtualmente il profumo di salsedine marina, portata sui visi dal vento di Maestrale della costa, che con le sue scogliere abbraccia l’oceano. Poche battute degli attori e immediatamente la commedia ha inizio. Si! perchè anche tra le rughe di tragicità irriverenti e irrispettose, l’esistenza rimane pur sempre una farsa, che prende corpo a dispetto dell’evento spensierato.

Questo film tipicamente definito un classico da “Comèdie francaise,” con una vena amara, è stato costruito per un pubblico già preparato ai colpi di scena, sia dal film che della vita in generale, e fa il “solletico” anche ad una platea meno adulta, per la vastità degli argomenti. In questo minestrone, bollono famiglie separate o con nuovi compagni, neo padri o madri single, che non hanno accettato compromessi, ma che si trovano in difficoltà di costruzione di legami e di valori con i propri figli nati da relazioni improvvisate. Famiglie alternative arcobaleno, allo specchio, in bilico tra vecchi trascorsi, indiscutibilmente a confronto con nuove realtà di convivenza. Le situazioni calzano, incalzano ed esplodono. Vive simbiotica l’immedesimazione laconica di chi guarda, in cerca di soluzioni emotive rassicuranti di chi conosce l’esito degli eventi. Le vecchie generazioni si scontrano con le nuove, composte da figli adolescenti, o in erba, alle prese con le nuove tecnologie, ma anche con i pericoli che li, a due passi vengono dal mare. Mare calmo, piatto, ma improvvisamente pericoloso e in cerca di vite da ingoiare. Pellicola colma di materiale umano, commedia simbolo di generazioni allo sfascio, ” Grandi Bugie tra amici” diventa una debacle annunciata di una generazione scoppiata. Dalla prima pellicola tutta gioventù e risate, Canet percorre la strada inversa, quella del declino. Interpreti eccellenti Francois Cluzet, Marionne Cotillard, Benoìt Magimel, Gilles Lellouche,Laurent Lafitte. Ed è proprio guardandolo che dentro di noi cerchiamo cose già avvenute, strade consapevoli, come presa di coscienza delle nostre vite…quasi tutte uguali…

Maria Grazia Vannini

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