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Al cinema con cittapaese.it:  “Dawton Abbey” … The Castle….  di Michael Engler

Al cinema con cittapaese.it: “Dawton Abbey” … The Castle…. di Michael Engler

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Ambientato nello Yorkshire, in una dimora aristocratica, “Dawton Abbey,” (in realtà si tratta di “Highclere Castle,”) si svolge la vicenda del film del 2019 diretto da Michael Engler. Sequel dell’omonima serie televisiva iniziata nel 2010, e terminata nel 2015, dopo 52 episodi di grande successo. Il magnifico edificio è collocato in una lussureggiante e bucolica campagna inglese. Questa nobile abitazione si presta ottimamente come sfondo alle riprese del film uscito nelle sale in questi giorni, conservando il medesimo titolo e il medesimo clima chic.
Il maestoso edificio in questione, è stato oggetto di numerose apparizioni sul piccolo schermo, infatti la saga della famiglia Crawlev, è stata minuziosamente descritta nelle sei stagioni televisive che hanno preceduto l’uscita del film, appassionando e stimolando la curiosità di milioni di telespettatori. Poi il salto verso il grande schermo e la notorietà. E’ assodato che ogni serie televisiva di grande effetto, una volta entrata nella vita delle persone, qualora venga sospesa, lasci molti abituè pressochè orfani di qualcosa di indefinito. Di una consuetudine? Di una partecipazione involontaria? Della condivisione a una vita coinvolgente anche se virtuale, nonostante la totale estraneità a quella “reale”?.

Si! forse si!. Periodo storico 1927, epoca Liberty , uno spaccato quasi religioso, per la cura dei particolari, in cui i protagonisti del cast stellare, si muovono restituendo al pubblico usi e costumi di una società così terribilmente esclusiva, da mettere le ali ai piedi all’ultimo dei menefreghisti del galateo. La precisione e la costanza con cui vengono trasmessi i cerimoniali di una cultura estremamente raffinata, è il frutto di un lusso sfrenato e di uno studio raro e con pochi eguali. Nessun tentennamento di una normale virgola, su quel galateo, anche nel corso del tempo. La precisione dei particolari, può far impallidire anche l’ultimo dei lord viventi, anche se notoriamente abituato a rispettare codici e consuetudini. Dawton Abbey, è di proprietà della famiglia Crawley, a cui appartiene un capostipite al comando della sontuosità, “Lui” governa gli ambienti, la vita dei congiunti e le vicende della storia, che a volte però gli sfuggono di mano, e lo fa insieme alla primogenita Mary, e a suo cognato Tom Branson, Un valletto consegna una busta con sigillo reale in cui viene annunciata la notizia della visita inaspettata di Re George V e della moglie Mary.

Per puntualizzare, si tratta degli antenati della longeva regina ” Elisabetta”. La coppia reale, dovrà trattenersi a palazzo per un breve soggiorno, che comprende una cena e una nottata, in attesa di un ballo di gala, presso un altro palazzo di proprietà di altra società di rango. Tanto vale per costringere il capofamiglia a mobilitare e a riassumere personale qualificato, perchè l’accoglienza ai sovrani si dimostri impeccabile, meticolosa ed esclusiva. Come in ogni famiglia che si “rispetti” il sottobosco delle dinamiche fratricide tra “parenti serpenti” entra in scena, anche se questa volta lo fa in pompa magna. Viene richiamato in servizio il maggiordomo Thomas Barrow, impeccabile e degno del suo ruolo a svantaggio del neoassunto, ritenuto bravo ma inesperto.

Tra i vari permali che il giovane subalterno subisce, si sviluppa una sorta di ironia tipicamente inglese, anche quando deve cedere suo malgrado il passo all'”esperienza” del fondamentale predecessore. Mary, deve nel contempo mediare e rendere inoffensivi i personaggi intersecati da parentela, che si osteggiano lucidamente e apertamente tra loro, per mandare in scena il più raffinato circo mediatico dell’etichetta e del BonTon, tipicamente inglesi. Ne va della dignità di una autentica stirpe aristocratica, a cui nessuno può sottrarsi. Inoltre, anche i ceti più bassi della servitù, sono invitati a mettersi al servizio di quelli imposti dalla casa reale, e lo staff del gruppo più prestigioso è determinato a far prevalere la qualifica superiore, insieme alle regole ai protocolli, ai cerimoniali, mai messi in discussione fino alla fatidica visita a “Dawton Abbey,” . Al cast originale appartengono ” Hugh Bonneville, Elizabeth McGovern, Michelle Dockery, Laura Carmichael e Maggie Smith”, mentre erano annunciati gli ingressi di nuovi personaggi, ognuno perfetto per il suo ruolo. Magnifica la fotografia, impeccabili i costumi e perfette le musiche e l’ambientazione. Film consigliato alle persone abituate a sognare.. anche da sveglie.

Maria Grazia Vannini

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