5 stelle Viterbo: Erbetti, il candidato sindaco eletto con soli 5 voti tra cui il suo: cronaca di una tiepidissima scelta voluta solo da 1/4 degli attivisti

Pur avendo reso noto il nome del candidato sindaco,  anche se molto più tardi del previsto, le perplessità che accompagnano l’agire del meet up dei 5 stelle Viterbo sono sempre assai numerose: la stessa votazione che ha portato alla faticosa scelta è durata davvero troppo, tre settimane ed ha visto vincitrice prima una donna, Sabrina Della Bruna che non ha subito rifiutato l’incarico ricevuto, ma ha chiesto di avere un consenso unitario del gruppo ed il suo sostegno prima di accettare. La cosa strana è che lo stesso gruppo che l’ha votata ha abbandonato la Della Bruna al suo destino, spingendola in qualche modo a farsi da parte: non si capisce quindi perchè l’avessero votata in precedenza. Resa nota la sua rinuncia, i 5 stelle hanno dopo potuto annunciare la scelta di Massimo Erbetti, che nella stessa votazione era arrivato secondo; ma ciò che sorprende sono i numeri con cui Erbetti ha ottenuto la candidatura, solo 4 voti più il suo, su un totale di attivisti di 20 elementi. Dopo aver perso il primo round con la Della Bruna per 6 a 5 Erbetti si è aggiudicato la partita con il voto di un attivista su 4, cosa alquanto improponibile che avrebbe reso opportuna una nuova votazione che magari facesse venir fuori un prescelto appoggiato almeno da metà attivisti più uno, in una sorta di maggioranza relativa: ma la questione non ha appassionato i pentastellati cittadini che, pur di risolvere una patata bollente che non sapevano gestire,  hanno preferito chiudere il tutto in maniera alquanto anomala.  Ma sono tante le cose incomprensibili in un meet up che fa fatica persino a comporre le liste, che cerca di richiamare vecchi attivisti andati via per far numero ricevendo molti rifiuti, che ha fatto orecchie da mercante anche dinanzi alle nuove regole del movimento che chiedevano  di aprire alla società civile, un gruppo diviso e litigioso che riesce ad andare d’accordo solo quando c’è da blindarsi e chiudere verso l’esterno, che con la gestione De Dominicis è riuscito persino nella non facile impresa di perdere consensi rispetto al non entusiasmante 5% delle scorse comunali, un mondo a sè pieno di rancore e di battaglie intestine: che ora ha il suo candidato sindaco eletto con  5 voti compreso il suo, neanche un 1/4  dell’assemblea: e poi la chiamano democrazia trasparente, ma non si riesce proprio a capire cosa intendano oltre che mettere insieme due parole  così, svuotandole di significato.

(pasquale bottone)

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