3 anni dalla scomparsa di Pino Daniele. un patrimonio di canzoni e sensibilità che resta, il ricordo del figlio Alex

Tre anni fa per un attacco di cuore moriva prematuramente a neanche 60 anni Pino Daniele, lasciando un mare infinito di ricordi legato alle sue canzoni: “Pinotto” fu un grande musicista istintivo e prolifico, dalla ineguagliabile vena melodica, sperimentatore instancabile di incroci tra culture, suoni mediterranei e umori diversi tra loro, un vero soul-man born in Naples.

“Mi manca soprattutto il dialogo, quello sulle nostre frequenze, legato ad un certo tipo di linguaggio prettamente partenopeo, dove spesso bastava una parola o un’espressione idiomatica per racchiudere il senso di un discorso”: Alex Daniele (nella foto col padre), figlio grande di Pino Daniele e suo personal manager, racconta all’ANSA il vuoto incolmabile lasciato dalla perdita del padre” che, a suo dire, “avrebbe voluto essere ricordato soprattutto come un musicista, Suonare per Pino era una missione ed il codice per comunicare il sentimento. Il sentimento è la chiave nella sua musica. Viveva per suonare, quando non suonava aspettava il momento di suonare”.

E di Pino Daniele si continua in ogni caso  a parlare sempre al presente, tanto che il titolo scelto per il grande tributo live in programma allo stadio San Paolo di Napoli, il prossimo 7 giugno, è ‘Pino è’ e vedrà la partecipazione di alcuni tra i più grandi artisti della musica italiana e amici del cantautore (una parte dell’incasso sarà devoluta ad iniziative benefiche).

“La sua arte e la sua figura artistica – sottolinea Alex – sono l’espressione di un sistema di valori etici ed umani, che cerco di trasferire nei nostri progetti”. L’ultimo, in ordine temporale, è ‘Quando’, il cofanetto con il meglio del repertorio di Pino Daniele pubblicato dal 1981 al 1999, 95 brani rimasterizzati, il DVD del film documentario ‘Il tempo resterà’, scritto e diretto da Giorgio Verdelli, e un libro di 72 pagine che racchiude testi, foto, commenti, rarità, memorabilia e approfondimenti sul suo percorso artistico”.

3 anni dalla scomparsa, ma una presenza che in tantissimi avvertono come “viva” quotidianamente: è il destino dei grandi artisti, l’immortalità.

(p.b.)

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